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Tagliolini di zucca in crema di spinaci, pinoli e semi di zucca: la tradizione si fa innovazione

Avere i miei genitori a pranzo è cosa assai rara. Sono decisamente maggiori le volte in cui cavalco io i chilometri di asfalto per raggiungerli, piuttosto di quelle in cui ci si possa trovare in terra lombarda. E quando succede vi confesso che inciampo sempre, strano ma vero, nell'ostacolo del cosa cucinare: mio padre è un incallito tradizionalista da tagliatelle fresche al ragù, mio fratello è vegano da le tagliatelle sì, ma senza uova e il ragù sì, ma senza carne e mia mamma, lei, non so se per complicità femminile, lei si fa andare bene tutto. Preparare un pranzo intero in versione vegana è stata una possibilità da escludere all'istante. Non ce lo vedo proprio, mio padre, mangiare melanzane ripiene al tofu o seitan all'arancia. Beh, ma almeno sul primo un gradevole compromesso si può trovare!!! Allora ho adottato la tattica del cucino i prodotti del vostro orto. Tutto a km 0. E ci provo, sì, provo a smuovere le acque del tipico pranzo domenicale tinto di rosso pomodoro. Il risultato? Oltre ad essersi ripuliti anche la padella, mio padre il giorno dopo decantava ancora questo piatto di pasta. Come dire.... del doman non v'è certezza!! ^_^

Ingredienti

Per la pasta
210 g di zucca
210 g di semola di grano duro
1,5 g di sale

Per il condimento
1 spicchio d'aglio
25 g di semi di zucca
200 g di spinaci al vapore
25 g di pinoli
16 g di olio evo
80 g di latte di avena

Pulite la zucca e tagliatela a fette. Cuocetela a vapore, o al forno, fino a quando diventerà morbida. Lasciatela raffreddare.
Frullatela, insieme al sale, fino ad ottenere una purea omogenea.
Aggiungete poca farina alla volta e impastate. Dovrete ottenere un impasto compatto e liscio. Badate che, più acqua avrà la zucca, più farina dovrete incorporare. Regolatevi, quindi, sulla dose di semola da utilizzare in base alla consistenza dell'impasto.
Avvolgete l'impasto ottenuto in un canovaccio e lasciatelo riposare in frigo per circa un'ora.
Nel frattempo preparate il condimento. Pulite l'aglio, privatelo dell'anima e unitelo ai pinoli e ai semi di zucca. Tritateli in maniera piuttosto grossolana. Aggiungete l'olio di oliva e continuate a tritarli fino ad ottenere una crema, non troppo fine.
Unite alla crema appena ottenuta gli spinaci cotti al vapore. Mi raccomando a strizzarli abbastanza, in modo da non creare un composto troppo liquido. Tritate e amalgamate tutto insieme. Allungate il pesto ottenuto con il latte di avena. Anche qui regolatevi in base alla consistenza che gli spinaci avranno dato: dovrete ottenere una crema piuttosto densa, ma non liquida. Salate secondo il vostro gusto. Potrebbe stare molto bene anche della noce moscata e, personalmente, avrei anche abbondato. Ma ho optato per lasciare il più possibile naturale il sapore degli spinaci.

Riprendete l'impasto e tagliatelo a fettine. Stendete, su una spianatoia infarinata, una sfoglia alla volta, dello spessore di circa un paio di millimetri. Per il taglio io mi sono servita di una chitarra, ma potrete procedere con una rotella taglia pasta, la macchinetta oppure un semplice coltello.
Infarinate bene la sfoglia e procedete al taglio. Sistemate i tagliolini ottenuti su un piano infarinato, in modo che non si attacchino tra loro.
Continuate la lavorazione, sfoglia per sfoglia, fino a terminare l'impasto.
Portate a bollore abbondante acqua salata e cuocete i tagliolini per 4 minuti circa. Vi consiglio di aggiungere dell'olio per facilitare la cottura senza che rimangano attaccati tra di loro.
Nel frattempo scaldate in un wok la salsa di spinaci e, quando sarà cotta, versateci la pasta scolata. Fate saltare tutto a fiamma viva per un paio di minuti, in modo che insaporisca bene, poi impiattate.
La fragranza della pasta con l'avvolgente crema di spinaci renderà magico ogni boccone!!

abc

Cous cous integrale saltato: il croccante che stuzzica, il dolce che stupisce

Come spesso accade, e ultimamente con sempre maggiore frequenza, entro nel negozio per la spesa ed esco con le borse piene di tutto, tranne che di quel qualcosa. Non proprio qualcosa a caso. Diciamo la cosa principale per cui ero andata a fare spesa. E vi garantisco che, come sempre, a metà corsia ho visto arrivare in soccorso tutti i commessi, che hanno riconosciuto la mia presenza solo dalle scarpe, visto che tutto il resto era sovrastato da pacchi, pacchetti e pacchettini. La domanda è la solita: vuoi un cestello? La risposta, la stessa di sempre: sto andando in cassa, grazie. Anche se la cassa la sto fiutando a naso!!!! Così eccomi replicare, nel giro di breve tempo, la visita alla mia bio bottega di fiducia. Come sempre entro senza cestello. Non sarei io! Ma questa volta vado diretta al reparto, cedendo solo ad un paio di prodotti incrociati, casualmente, sul percorso. "Scusate, ma la farina di castagne???". "L'abbiamo finita, aspettiamo le nuove scorte, ma arriveranno con la lavorazione delle nuove castagne della stagione" (eccerto Erica, vuoi prodotti bio.... pazienta!!). Credo che la mia espressione abbia intenerito anche l'acaro di polvere nascosto sotto il piedino del bancale. "Beh, però non sei venuta per nulla, vedo che ti serviva altro!!", mi ha detto la nuova commessa, guardando le mie braccia piene. Glielo spiegate voi??????
Tra tutto ciò che le mie mani avevano raccattato in quel breve percorso verso la meta, c'era una modesta confezione di cous cous integrale. Questo...

Ingredienti

50 g di cous cous integrale
100 ml di brodo vegetale (ho utilizzato quello in cui ho cotto i cavolini)
4 cavolini di Bruxelles
1/2 pera Williams
10 g di pistacchi
zenzero in polvere
paprika dolce
sale
olio evo

Mondate i cavolini di Bruxelles e lavateli. Tagliateli a metà verticalmente e fateli bollire in acqua leggermente salata per circa 5 minuti. Scolateli e immergeteli in acqua ghiacciata, in modo da fermare la cottura e tenere vivo il loro colore. Attenzione a non salare troppo l'acqua, perché vi servirà per la cottura del cous cous.
Versate in un pentolino il cous cous, unite un cucchiaio di olio evo e mescolate in modo da rendere tutto uniforme. Accendete il fuoco e fate tostare per un minuto circa. Portate a bollore il liquido in cui avete fatto cuocere i cavolini e versatene 100 ml nel cous cous. Lasciate cuocere per un minuto, dopo di che spegnete la fiamma, coprite il pentolino con un coperchio e lasciate assorbire completamente il brodo.
Nel frattempo tagliate a cubetti la pera e i cavolini. Fateli saltare in padella con un filo d'olio, aggiungendo paprika, zenzero e sale. Lasciateli rosolare a fiamma viva per pochi minuti, girandoli di frequente affinché non brucino.
Sgranate il cous cous, che nel frattempo avrà assorbito il brodo. Unitelo alla pera e ai cavolini e mescolate bene tutto. Abbassate la fiamma e fate insaporire per un paio di minuti. Nel frattempo tritate grossolanamente i pistacchi e uniteli al cous cous.
A questo punto alzate nuovamente la fiamma e fate tostare, fino a far diventare croccante, il cous cous condito. Dovrà risultare croccante, dorato, ma allo stesso tempo dovrete fare attenzione a non bruciacchiarlo. Quando avrà raggiunto il grado di "tostatura" gradito, spegnete il fuoco ed impiattate.
Guarnite con granella di pistacchio (io non me ne stancherei mai) e servite!


Uno sfizioso tocco dolciastro in un piatto dai sapori autunnali.

abc

Vellutata autunnale di borlotti e porcini: la sostanza in un piatto dal sapore delicato

Vi ho avvisato: inizia la stagione delle vellutate! La cosa che mi piace particolarmente di questo piatto è che mi permette di dare concretezza a tutti i miei voli pindarici tra sapori e consistenze. Spazio da un legume all'altro, accanto ad un ortaggio, o ad una carne, o ad un formaggio, per non parlare di erbe aromatiche, spezie. Insomma, queste creme, oltre ad essere un appagante sostegno di calore in giornate dall'acuta freschezza (dipingiamo di poesia il gelo che accompagna l'autunno ^_^), sono per me un reale sfogo d'estro! Questa volta ho pensato ad accompagnare dei buoni porcini con dei borlotti a km 0, di cui ho il congelatore pieno!! (Grazie mamma!! Prima o poi riuscirò anche ad utilizzarli).

Ingredienti

300 g di fagioli borlotti freschi (io li avevo congelati)
1/2 finocchio
100 g di porcini freschi
3 rametti di rosmarino
5 g di olio evo
sale
paprika dolce
noce moscata

Sciacquate i fagioli e metteteli in una pentola. Copriteli di acqua. Mondate e lavate il finocchio, lavatelo e unitene metà, a pezzi, ai fagioli. Lavate bene il rametto di rosmarino e aggiungete anche questo, insieme alla paprika e alla noce moscata. Portate a bollore a fiamma viva e, una volta raggiunto, abbassate la fiamma, coprite e cuocete per circa 40 minuti. Pulite i funghi porcini e tagliateli a tocchetti. Quando sarà trascorso il tempo di cottura dei fagioli, uniteli, lasciandone da parte una manciata, e fate cuocere ancora 15 minuti circa. Salate a piacere.
Scaldate un filo d'olio in una padella e, quando sarà ben caldo, unitevi i funghi. Fateli saltare fino a farli diventare croccanti, aggiungendo un pizzico di sale.
Scoprite la pentola e lasciate consumare l'acqua, in modo che rimanga appena a livello dei legumi. Passate tutto con un frullatore ad immersione, fino ad ottenere una vellutata. Assaggiatela e correggetela, eventualmente, di sale.
Versate la crema in un piatto o in una cocottina. Unite i funghi saltati, guarnite con un rametto di rosmarino e servite.
La crema risulterà delicata e avvolgente. Importante nella sostanza, piacevole al palato.


E' decisamente gradevole da gustare anche tiepida.


abc

Risotto morbido all’uva fragola e timo: dolci incontri e contrasti di sapori

Quando mi sono accostata per la prima volta all'idea di questo risotto ho pensato: sarà un trionfo. Non mi capita quasi mai di anticipare un sapore identificato soltanto nella mente. A volte mi ci avvicino, altre volte lo sottovaluto, altre ne rimango delusa. Questa volta l'ho preso in pieno. Mi aspettavo un risotto cremoso, di quella cremosità che implica dolcezza. E lo attendevo dolce, e allo stesso tempo aspro. Deciso nel gusto, come nel colore. Di impatto, con un retrogusto che avrebbe affinato e legato i sapori. Poi l'ho assaggiato: cremoso, dolce, avvolgente, con quel tocco aspro e un retrogusto che incornicia e fissa ogni sapore. Centro! Ve lo propongo con un pizzico di orgoglio e con la certezza, ancora una volta, che l'audacia ripaga. Quasi sempre!

Ingredienti

100 g di uva fragola
1 mazzetto di timo fresco
200 g di acqua
50 ml di vino rosso
80 g di riso carnaroli (io Masseria Fornara Campo Verde)
40 g di crescenza
sale
olio evo

Lavate gli acini dell'uva e liberateli dai loro semini.
Versate in un pentolino l'acqua e il vino rosso. Salate secondo il vostro gusto e unite il mazzetto di timo, escludendone qualche fogliolina, precedentemente lavato. Portate ad ebollizione.
Nel frattempo scaldate un filo d'olio in una padella e unite gli acini dell'uva. Fateli cuocere a fiamma viva per pochi istanti, aggiungendo un pizzico di sale. Abbassate quindi la fiamma, aggiungete le foglioline di timo tenute da parte e coprite la padella. Se dovesse servire aggiungete un po' d'acqua. Cuocete per circa 10 minuti, in modo che l'uva si ammorbidisca e crei uno sciroppo.
Unite all'uva il riso. Mescolate bene e fate tostare per un minuto circa. Iniziate la cottura del riso aggiungendo poco brodo alla volta. Mantenete la padella coperta e la fiamma piuttosto moderata. Mescolate di tanto in tanto.
Quando il riso sarà quasi cotto mantecatelo con la crescenza. Tenetelo coperto, spegnete il fuoco e lasciatelo riposare per un paio di minuti.
Ora potrete servirlo e gustarlo, nell'insieme di sapori e nella sua intensità cromatica.

Personalmente l'ho apprezzato maggiormente molto caldo, ma può essere gustato anche leggermente intiepidito.

                        abc

Crema ai cavolini di Bruxelles: protagonisti che cambiano le vesti e si invertono i ruoli

Arriva il freddo e, con il freddo, la mia voglia di vellutate, creme e minestre. Un modo per scaldarmi, unendo la genuinità di legumi, ortaggi e quant'altro al sapore di erbe e spezie. Ogni volta è come se prendessi la mia tavolozza bianca e la riempissi di nuovi colori, di tonalità di sapore sempre diverse. Così capita, magari, che un secondo piatto diventi un tutt'uno con il contorno e che assuma sembianze di prima portata, da consumare assolutamente con il cucchiaio. Per me è, allo stesso tempo, un divertimento e una gratificazione del palato. Questa volta è toccato ai primi cavolini di Bruxelles dell'autunno. In estate difficilmente riesco a mangiarli. Li preferisco come pietanza importante, ricca. In pastella, in sfoglia croccante, in umido, e quindi entrano in gioco quando è il momento di vestire abiti pesanti. E il piatto è diventato assolutamente completo....

Ingredienti

170 g di cavolini di Bruxelles
80 g di filetto di platessa
300 g di acqua
sale
1 cucchiaino raso di pistilli di zafferano
1 rametto di rosmarino
50 ml di latte di avena
5 ml olio evo

Pulite i cavolini di Bruxelles e lavateli. Tagliateli in 4 e metteteli in un pentolino.  Aggiungete l'acqua, poco sale e mettete sul fuoco. Mi raccomando alla dose di sale: l'acqua dovrà consumare, per cui state attenti a non esagerare.
Lavate il rametto di rosmarino e liberate gli aghi dal ramo. Aggiungetelo ai cavolini, insieme ai pistilli di zafferano. Portate a bollore a fiamma viva, poi abbassate e cuocete a fuoco basso per circa 10 minuti.
Tagliate a bocconcini il filetto di platessa e aggiungeteli al brodo. Cuocete il tutto ancora per 10 minuti. Quando i cavolini saranno morbidi spegnete il fuoco e lasciate intiepidire.
Passate tutto con un frullatore ad immersione. Unite il latte, precedentemente intiepidito, e l'olio. Continuate a frullare tutto, fino a creare una crema liscia.

Versate in una cocottina o in un piatto, versate un filo d'olio, una spolverata di pepe e servite.

                      

abc

Sauté di morbida polenta filante con zucchine e olive: il passo decisivo verso la consapevolezza

Quando la polenta entra in scena, ci siamo: l'autunno mi ha battezzato! Io, che sono quella dall'irriducibile desiderio di estate, quella che "le calze? Il più tardi possibile" e va in giro con gli sciarponi e le gambe scoperte (è un gioco di equilibri: il tanto che compensa il poco), io che "la giacca? Solo un impiccio fastidioso", che guarda l'ora al calar del sole e si intristisce a vedere che siamo già a meno 4 ore di luce rispetto alla mia giornata ideale, io, proprio io, alla fine non posso che cedere. I piatti si caricano di colori e sapori intensi e avvolgenti e compare lei: la polenta. Segno emblematico dell'arrivo del mio autunno. Meglio tardi che mai.... anche io vi raggiungo in questo inizio di stagione. E come tutti gli inizi che, per me, si rispettino, cerco di renderli meno amari possibile. La mia vita è un continuo inizio, a volte anche esasperante, ma sempre stimolante. E ciascuno di questi inizi, in un primo momento, mi destabilizza sempre. Poi elaboro, mi ambiento, prendo consapevolezza e via... non mi ferma più nessuno. E' così che ho deciso di reinterpretare un classico della stagione fredda. Con colore, con sapore, con sfizio. E vi dirò: il mio autunno è iniziato proprio alla grande!!

Ingredenti

300 ml di acqua
120 g di polenta taragna precotta
sale
100 g di ricotta
20 foglie di basilico fresco
5 g di olio evo
20 g di parmigiano
1 zucchina
1 cucchiaio di olive taggiasche

Portate ad ebollizione l'acqua con il sale. Versate a pioggia la polenta, mescolando bene, e fare cuocere per il tempo indicato. Io, per praticità, utilizzo la farina precotta, che cuoce in 5 minuti. Spegnete il fuoco.
Grattugiate 15 g di parmigiano e uniteli alla polenta, mescolando bene. Tenetela, quindi, da parte, in modo da farla intiepidire.
Lavate le foglie di basilico e tritatele con una mezzaluna. Aggiungetele alla ricotta, unite un pizzico di sale e mescolate fino a creare un composto ben amalgamato. Unite la crema alla polenta e mescolate accuratamente fino a quando sarà completamente incorporata.
Rovesciate l'impasto su un piano e stendetelo in un panetto spesso circa 2 centimetri. Lasciatelo raffreddare.
Nel frattempo pulite e lavate la zucchina. Tagliatela a julienne e fatela saltare in padella con un filo di olio evo. A piacere aggiungete sapori, cipolla, aglio o quanto possiate gradire. Io ho optato per una versione semplice che mettesse in risalto solo il sapore naturale degli ingredienti.
Tagliate a rondelle le olive taggiasche e unitele alle zucchine. Salate a piacere e fate rosolare bene il tutto, per 5 minuti circa, a fiamma piuttosto alta. Attenzione a non far bruciacchiare le zucchine!!
Riprendete la vostra polentina e tagliatela a cubetti (o come desideriate).
Unitela alle zucchine, alzate la fiamma e fate abbrustolire bene ciascun cubetto, facendo saltare spesso l'insieme per evitare che attacchi alla padella e che bruci. Questo passaggio dipenderà dalla quantità di polenta, ma regolatevi guardando l'aspetto brunito che le vostre polentine prenderanno.
Quando saranno belle croccanti spegnete il fuoco, unite il parmigiano e servite.
La crosticina croccante, che racchiude un cuore morbido e cremoso, e accompagnata dal sapore delicato delle zucchine e saporito delle olive, renderanno ogni boccone un piacevole viaggio sensoriale.

Non ci si stanca mai di assaporarlo, cubetto dopo cubetto ^_^abc

Gnocchi di zucca e farro: colori e sapori di un autunno che avvolge e conforta

Ebbene sì, l'autunno inizia a dipingere i piatti e a cambiare le tonalità in tavola, seppur qualche raggio di sole riesca ancora a tener viva l'illusione che questa bizzarra estate non ci voglia abbandonare. E' bellissimo soffermarsi ad ammirare come la natura cambi, come varino i prodotti che la terra ci offre. Ed è particolare percepire anche come cambi lo stimolo della cucina: non più pietanze che ci rinfreschino e ci solletichino, ma piatti sempre più importanti, che ci avvolgano e ci riscaldino. Gusti via via più decisi, consistenze che vanno a diventare importanti, carichi calorici che crescono per permettere al nostro corpo di adattarci alla stagione che sta entrando in scena. Ecco cosa amo dell'autunno: la delicatezza con cui ci dice "ora tocca a me". Amo i suoi sapori, i suoi colori intensi, i profumi intensi. E allora mi soffermo su tutto questo, lasciando da parte quanto l'arrivo della stagione fredda fa stridere, dentro di me. E lo faccio proponendovi la mia prima zucca. Una preparazione, questa, che ho in mente da molto tempo e a cui ora, finalmente, sono riuscita a dare l'identità che sento possa meritare.

Ingredienti

50 g di ricotta
50 g di zucca cotta al forno
1 g di sale
43 g di farina di farro integrale
10 g di farina di farro
15 g di pistacchi tostati non salati
20 g di Camembert
olio evo

Lavate e asciugate accuratamente il rosmarino. Prelevate gli aghi e tritateli finemente, con l'aiuto di una mezzaluna. Il peso del rosmarino tritato dovrà essere di circa 2 grammi.
Strizzate molto bene la zucca (il peso indicato si riferisce alla polpa ben strizzata) e frullatela. Unitevi la ricotta, il sale e il rosmarino sminuzzato e mescolate fino a creare un composto omogeneo.
Setacciate e mescolate le due farine. Unitele, poco alla volta, alla crema di zucca ottenuta, mescolando con una spatola di silicone (io ho impastato nel Bimby a velocità spiga per un minuto). Dovrete ottenere un impasto morbido, ma non troppo appiccicoso.
Spolverizzate di farina una spianatoia e versateci la pasta. Lavoratela velocemente dandole la forma di un panetto e tagliatela in quattro pezzi.
Fate scivolare sotto le mani ciascun pezzo, formando dei filoncini lunghi, di diametro di circa un centimetro.
Tagliate ciascun cordoncino di pasta a tocchetti, formando gnocchi lunghi un paio di centimetri (o comunque della misura che gradirete maggiormente).
Portate l'acqua a bollore e, nel frattempo, tritate i pistacchi e tagliate a fettine il Camembert. Personalmente non amo la crosticina e provvedo sempre ad eliminarla. Mi piace la cremosità del formaggio e pecco, lo ammetto, nel mantenere unicamente la parte morbida togliendo la vera peculiarità di questo formaggio.
Salate l'acqua in ebollizione e buttate gli gnocchi. Mettete a scaldare un cucchiaio di olio evo in una padella e fatelo insaporire con un rametto di rosmarino. Non appena gli gnocchi affioreranno in superficie, scolateli e trasferiteli in padella. Unitevi metà dei pistacchi e saltateli a fiamma viva per un minuto, aggiungendo un po' di acqua di cottura se necessario.
Trasferitene una parte in una pirofila, copritela con qualche fettina di formaggio, una spolverata di pistacchi e procedete così fino a terminare gli ingredienti. Fate gratinare in forno per 5 minuti e servite.




Piatto decisamente consistente, ma dai sapori delicati, vi saprà conquistare forchettata dopo forchettata.

abc

Spaghetti di riso basmati alla crema di porcini e gamberetti…. posso dire “il piatto perfetto”?

L'avevo anticipato: ho scoperto gli spaghetti di riso basmati e me ne sono innamorata all'istante!! La prova che ne ha decretato il successo non è stata documentata per darmi la possibilità di sperimentarne le caratteristiche e il sapore, la consistenza e il metodo di cottura. Ma una volta che tutto questo è stato collocato perfettamente in una griglia operativa...... non è passato giorno che non pensassi "e se mi facessi un piatto di spaghetti di riso?". E' così arrivato il momento di mettere in pratica la mia idea di piatto. Non è solo questione di illuminazione: io valuto costantemente la pianificazione dell'alimentazione settimanale, di bilanciamento dei macronutrienti nella giornata, la selezione di un unica fonte proteica per portata e il rispetto di una linea guida salutista scelta, per la mia alimentazione, consapevolmente per puro amor proprio ^_^ Quello che vi sto presentando è un piatto che ha ampiamente rispettato tutti questi aspetti senza sacrificare il gusto, decisamente avvolgente, e che, proprio per questo, mi riempie di sano orgoglio!

Ingredienti

80 g di spaghetti di riso basmati (io Vesmati)
140 g di funghi porcini freschi
1/2 spicchio d'aglio
50 ml di vino bianco secco
noce moscata
60 g di gamberetti puliti
1/2 cucchiaino di panna di riso (io Isola Bio)
3 foglie di salvia
1 bustina di zafferano
sale
olio evo

Pulite i funghi  grattandoli leggermente con la lama di un coltello. Mi raccomando a non bagnarli! Separate i gambi dalle cappelle.
Tagliate i gambi in cubetti piuttosto piccoli e fateli cuocere in padella con un filo d'olio e mezzo spicchio d'aglio a fuoco molto basso. Versate il vino bianco, aggiustate di sale e di noce moscata secondo il vostro gusto, coprite, e fateli appassire bene fin quando saranno morbidi. Aggiungete, di tanto in tanto, dell'acqua, poco alla volta, in modo che non asciughino troppo durante la cottura. Dovranno cuocere per circa mezz'ora.
Nel frattempo tagliate a fettine le cappelle e fatele ammorbidire in padella con un po' di olio, a fuoco basso, per 10 minuti circa. Correggete di sale. Quando saranno morbide e sugose spegnete il fuoco e tenete da parte.
Versate i cubetti di gambo, ormai cotti, in un bicchiere da mixer. Sciogliete mezza bustina di zafferano in un po' di acqua e unitela ai funghi. Con un frullatore ad immersione create una crema densa e vellutata. Lavate e asciugate le foglie di salvia e tagliatele a striscioline molto fini. Unite alla crema di porcini la panna e la salvia e fate scaldare appena, lasciando che tutto leghi bene e insaporisca. Fate attenzione a non protrarre troppo la cottura, per evitare che arrivi a bollore. Quando sarà calda spegnete il fuoco.
Cuocete gli spaghetti di riso in abbondante acqua salata per il tempo indicato (10 minuti circa).
Nel frattempo fate saltare in padella con dell'olio evo i gamberetti. Quando gli spaghetti avranno raggiunto la cottura (dovranno rimanere abbastanza al dente) scolateli e uniteli ai gamberetti. Versate la mezza bustina di zafferano rimasta, sciolta in un po' di acqua e unite circa 1 mestolo di acqua di cottura in padella. Cuocete a fiamma viva per un paio di minuti fino a far consumare l'acqua. Unite, a metà cottura, i funghi tenuti da parte e saltare tutto amalgamando bene.
Versate in un piatto la crema ottenuta con i gambi dei funghi e la panna. Quando gli spaghetti saranno cotti serviteli sopra la crema e copriteli con il condimento di funghi e gamberetti.
Personalmente ho apprezzato gli accostamenti di sapori: porcini, salvia, panna e pesce..... una cornice perfetta per uno spaghetto dalla consistenza importante, leggero e digeribile. E quando riesco a gustare un piatto, forchettata dopo forchettata, chiudendo gli occhi ad ogni boccone senza la fretta di spazzolare il piatto..... allora il successo è totale!!

La soddisfazione ripaga decisamente l'attesa ^_^


abc

Risotto con fichi e Brie all’aroma di liquirizia: un piatto a prova di commissione esterna

Lo stile formale era assolutamente in tono scherzoso, ma quando Laura, la mia amica archi, sulla pagina Facebook della Cuocherellona mi ha chiesto piatti con frutta di stagione, ho preso la palla al balzo. E vi dirò di più: lei ha anche avuto l'onore, o l'onere ^_^, di assaggiare in prima persona e in tempo reale questo nuovo esperimento. Ohimè, anzi ohi lei, si fida delle mie manine più di quanto, forse, dovrebbe. Fortunatamente il mio azzardo ha prodotto un risultato degno di post, formula che solitamente utilizzo per definire un piatto che supera il severo giudizio post assaggio. Mi diverto da morire a cucinare per lei. Le nostre serate sono sempre così genuine e belle, che non celano ombre sulla loro riuscita. Generalmente lei mette a disposizione la cucina e provvede alla spesa, se le serate si svolgono da lei, oppure si presenta con una buona bottiglia di vino (e questa volta anche un formidabile gelato artigianale), se la serata si terrà in terra cuocherellona. Ovviamente non posso che svelarvi la ricetta del risotto, perché la ricetta di una serata così bella è insita nell'anima di chi la crea e di chi la vive!!! E voi avrete sicuramente tanti e preziosi spunti affinché tutto questo accada! Io non posso che ringraziare Laura, che ha peraltro immortalato il mio operato per tutto il tempo della preparazione ("giuro che non ho mai visto nessuno fotografare del formaggio", mi ha detto ad un certo punto!! ^_^) e che mi ha fatto vivere una manciata di ore di assoluto benessere. La ringrazio per apprezzare ogni mio esperimento culinario e per farmi stare bene. Pochi momenti, ma buoni. L'importanza di esserci è essenziale in amicizia!

Ingredienti

200 g di riso di Baraggia biellese e vercellese dop
4 fichi maturi
brodo di carne (io ho usato del brodo di pollo)
60 g di Brie
1 cucchiaino raso di liquirizia in polvere (io Passaro di Scalea)
50 ml di vino bianco
cipolla di Tropea
olio evo

Preparate i fichi sbucciandoli e tagliandoli a cubetti. A piacimento potrete utilizzarli con la buccia. In genere, quando non conosco ne l'origine, tendo ad eliminarla, ma potrete procedere in entrambi i modi.
Versate un cucchiaio di olio evo in una padella e scaldatelo. Tagliate finemente un pezzetto di cipolla di Tropea e fatela soffriggere fino a quando diventerà trasparente. Nel frattempo portate a bollore il brodo che avrete preparato in precedenza.
Versate il riso in padella e mescolate. Unite il vino bianco e fate evaporare. Aggiungete, a questo punto, il cucchiaino di liquirizia in polvere, mescolate bene, e iniziate a versare il brodo, poco alla volta, tenendo la padella coperta durante la cottura.
Procedete versando poco liquido alla volta, fino al completo assorbimento, fino alla cottura del riso. Dopo circa 5 minuti aggiungete metà dei fichi, e tenete da parte la restante parte.
Tagliate a fettine sottili il Brie e aggiungetele al risotto quando mancheranno circa 2 minuti alla cottura. Unite i restanti fichi, mescolate, coprite e lasciate riposare per un minuto circa. Non fate asciugare troppo il riso, in modo che rimanga cremoso e non troppo compatto. Ne guadagna senz'altro il sapore.
Ora non avrete da fare altro che impiattarlo e gustarlo.

Splendido caldo, è decisamente gradevole da gustare anche tiepido, magari con una spolverata di liquirizia in polvere in superficie.

Questa volta il giudizio è stato sancito anche da un palato esterno e pare che sia stato attribuito a questo risotto un grande successo.

A voi le considerazioni ^_^



abc

Pappardelle di zucchine al ragù di tuorlo d’uovo: un’insalata che si finge un primo piatto

Desiderio, forte desiderio di mangiare qualcosa di fresco. Ma anche qualcosa di diverso da una solita fettina di zucchina o di peperone grigliate. Era già un po' che mi frullava nella testa la pappardella di zucchina. Mi spiego..... avevo questo stimolo di trasformare una zucchina in un primo piatto. Ovviamente con tutti i canoni che si rispettino: un finto primo piatto dovrà avere un finto ragù. Beh, mi sono veramente divertita ad immaginare questo piatto, prima di vederlo concretizzarsi in sapore vero e proprio.  E gustarmelo mi ha fatto sentire una bambina orgogliosa del nuovo vestitino della sua bambola! Una vera soddisfazione e una grande ventata di freschezza. Ovviamente il pane carasau ha completato l'opera.... per metà inzuppato nel condimento e per metà bello croccante.

Ingredienti

2 zucchine chiare piccole
1 cucchiaio di olive snocciolate (io di Riviera)
5 pomodorini Pizzutello
2 tuorli d'uovo
1/2 sfoglia di pane carasau
olio evo
sale
pepe

Tagliate, con l'aiuto di una mandolina, le zucchine precedentemente pulite e lavate in fettine lunghe e sottili. Mettetele a bagno in acqua e sale per circa mezzora. Fatele sbollentare in acqua salata per pochi istanti e fermatene subito la cottura versandole in acqua ghiacciata.
Nel frattempo fate rassodare i tuorli. Dal momento che non avrei utilizzato gli albumi sodi, mentre invece li utilizzo a crudo, ho separato il tuorlo, l'ho buttato in acqua bollente salata e l'ho fatto cuocere per 10 minuti abbondanti, a fiamma media. Li ho poi scolati e fatti raffreddare.
In alternativa potrete far rassodare l'uovo intero e poi separare il tuorlo dall'albume a cottura ultimata.
Scolate le zucchine e stendetele su un canovaccio pulito, in modo che asciughino bene. Versatele in una ciotola, conditele con olio, pepe ed eventualmente un po' di sale e mescolate in modo che il condimento si distribuisca in maniera uniforme.
Aggiungete al piatto i pomodorini lavati, asciugati e tagliati a fettine sottili, e le olive, anch'esse tagliate ad anellini. Mescolate e sbriciolatevi dentro uno dei due tuorli. Amalgamate tutto e trasferite in un piatto. Io ho usato una fondina, come per un qualunque un primo piatto che si rispetti.
Decorate con sfoglie di pane carasau e con il tuorlo d'uovo rimasto, sbriciolato sopra.
Per una che gli spaghetti li mangia così..... cucchiaio e forchetta e bon apètit...
abc

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